venerdì 28 marzo 2008

Programma e presentazione degli incontri.

15 Aprile 2008
Ore 18.00

CHE LO SFORZO SIA CON VOI. Introduzione a Empire.

Slavoj Žižek – che non è un calciatore, né velina, finora – dice che non si capisce l’ultimo episodio di Guerre stellari se si non si è letto Impero.
Uno che di calcio ne sa – Toni Negri – dice che la strada dal catenaccio al calcio all’olandese è quella dall’operaio massa all’operaio sociale, anzi, che ormai son banalità.
Diciamo allora che è una vecchia storia, ma non una storia vecchia, che de te fabula narratur: anche se ci siamo persi qualche trasferta all’estero, e magari qualcosa non ci torna, proviamo a raccontarcela (con uno che non sa niente neanche di calcio).

a cura di Andrea Bazzanella


17 Aprile 2008
Ore 18.00

SOVRANITA' E OLTRE.

Hardt e Negri avanzano la tesi di un superamento delle forme classiche della sovranità in favore dell'emergere di un tipo di costituzione imperiale che troverebbe la sua prima manifestazione in nuce nella costituzione americana. Ma come si è effettivamente configurata la sovranità moderna? Di quali forze, tensioni e aspirazioni umane è stata il frutto? L'incontro mira a ricostruire la natura e i caratteri della sovranità moderna e le trasformazioni che la sovranità sta attraversando nella tarda modernità.

Introduzione a cura di Andrea mubi Brighenti
Relatore Peter Wagner


22 Aprile 2008
Ore 18.00

POSTFORDISMO, LAVORO IMMATERIALE, CAPITALISMO COGNITIVO, BIO-ECONOMIA.

Trenta anni fa la crisi petrolifera, la rigidità dei mercati e la crescente insubordinazione operai furono le cause principali della crisi del paradigma economico fordista. Secondo Hardt e Negri in quegli anni la modernizzazione e l'industrializzazione venivano svuotate del loro potenziale di trasformazione, con il quale avevano trasformato e ridefinito la società nel suo complesso. Oggi, con il dispiegamento totale del paradigma postfordista gli autori dichiarano che la modernizzazione si è conclusa.Ciò che emerge con forza dal libro di Hardt e Negri è che al centro della produzione della ricchezza e della sua estrazione dal lavoro svolgono un ruolo centrale la conoscenza, l'informazione, l'affettività. Dopo dieci anni il dibattito su questi temi, sulla traccia che porta a Impero e prosegue dopo questo, ha prodotto nuove categorie, fra cui quella di capitalismo cognitivo, per indicare come sempre più l'intera esistenza venga messa a valore in un'ottica di produzione "bio-economica".


Introduzione a cura di Franco Berteni
Relatore Andrea Fumagalli


24 Aprile 2008
Ore 18.00

PRODUZIONE BIOPOLITICA.

La produzione biopolitica, intesa come produzione della vita sociale stessa, è il concetto che Negri e Hardt utilizzano per indicare un nuovo paradigma di potere, immanente, produttivo, non repressivo, e per caratterizzare le forme del lavoro postmoderno, sempre più legato ad aspetti cognitivi, affettivi, corporei e coinvolgente ogni aspetto dell’esistenza dei singoli. Si tratta della rielaborazione di un concetto che proviene dalla riflessione foucaultiana ma che è presente anche nelle teorie e nelle pratiche femministe della seconda metà del novecento. Nell'incontro si cercherà di esplorare le intersezioni fra questi diversi campi di riflessione teorica nella costruzione del concetto di produzione biopolitica così come esposto in Impero.

Introduzione a cura di Andrea mubi Brighenti
Relatore Tristana Dini


29 Aprile 2008
Ore 18.00

SOCIETA' DEL CONTROLLO.

In Impero il concetto di società di controllo sembra appena abbozzato, quasi sussurrato. Eppure l'impressione è che esso svolga un ruolo fondamentale nella descrizione del nuovo ordine fondato sulla globalizzazione delle relazioni sociali ed economiche.
Connotato da una forte valenza polemica, esso si atteggia in primo luogo come categoria della crisi di quel concetto di disciplina di cui ci si era serviti per la ricostruzione dei dispositivi di potere della sovranità moderna.
In questo contesto, la società di controllo non contribuisce solamente a individuare il nuovo paradigma del dispositivo di governo globale ma, riconducendo il problema della sussunzione del lavoro e della vita sotto il comando del capitale all'insieme di forze, delle resistenze e delle soggettività che dall'interno lo pervadono e vi si oppongono,riesce a far affiorare quella matrice sottesa a tutta l'impostazione teorica dei due autori, della primarietà della lotta sui sui movimenti del capitale.

Introduzione a cura di Antonino Mancini
Relatore Giuseppe Campesi


30 Aprile 2008

Ore 18.00

CONTROIMPERO.

Introduzione - Bazzanella, Berteni, Brighenti, Mancini.
Discussione fra i partecipanti.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao, dovrei scrivere un articolo su questi incontri. Per favore mi puoi scrivere come contattare te, o un responsabile dell'organizzazione?
mas.estuan@hotmail.it
grazie

Truman ha detto...

Mi sembra ci sia un'enfasi eccessiva su Impero di Negri/Hardt, un saggio dove una certa ammirazione per l'impero è percettibile. Non che sia del tutto sbagliato, alcuni pensano che il Capitale di Marx sia anche un'apologia del capitalismo.

Si potrebbe rispondere che bisogna conoscere il nemico per poterlo combattere, e ci sarebbe qualcosa di vero. Ma ho paura che invece si possa entrare nella trappola dell'autoreferenzialità, del gioco del parlarsi addosso senza mai realmente concludere.

Io preferisco le contaminazioni tra i mondi, che spesso forniscono aperture invece che trappole. Un esempio potrebbe essere Carl Schmitt, il quale spiega bene che i due concetti di amico e nemico definiscono nel loro complesso un piano dove ognuno dei due riconosce l'altro. Allora preferivo di molto la moltitudine senza impero, la moltitudine di cui facciamo parte e su cui dobbiamo ricominciare a costruire, come base del ragionamento.